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Nuova postazione trucco!

Casa nuova, postazione trucco nuova!


Finalmente ho potuto dedicare lo spazio adeguato ai miei trucchi mettendo insieme mobili che avevo già e comprando piccoli contenitori a basso costo.


Vorrei sottolineare che questo post nasce con la volontà di condividere con voi alcune soluzioni di arredo che possano dare spunto ad altre ragazze appassionate di make-up, e mai vorrà essere sfoggio dei cosmetici che possiedo.


Partiamo da una foto d’insieme…

Postazione trucco Beauty & Vanity

1. Tolettina antica della mamma.

2. Sgabello antico di mia suocera.

3. Lampada Barometer di Ikea.

4. Boby by B-line di papà.

5. Specchio da tavolo Brico (ma si trova veramente ovunque!).

Postazione trucco Beauty & Vanity

Come potete vedere, sul ripiano della tolettina tengo i prodotti e gli accessori che uso quotidianamente.

1. Cesta in vimini foderata di cotone comprata da Casa Crea: contiene tutti i fondotinta, le creme colorate e le BB cream.

2. Contenitore in vetro Yngaren di Ikea: contiene i dischetti di cotone, utili per ritocchi veloci.

3. Due portapenne Dokument di Ikea: uno contiene tutti i mascara e l’altro tutte le matite per occhi.

4. Contenitori in vetro anni ‘50 (mercatino): uno contiene gli ombretti in crema che uso di più, l’altro pinzette, pagliaunghie e forbicine.

5. Contenitore in acrilico comprato da Leroy Merlin: ne esistono diverse versioni; il mio ha una parte superiore a scomparti aperti (contiene Fix+ Mac, Oil Control Lotion Mac, Retractable Kabuki Sigma, matite per le labbra, base occhi, correttore a penna, balsamo labbra, rossetti più usati), e due cassettini (contengono blush più usati, temperini e altri correttori).

6. Cassetti Brico: esistono in diversi colori, la foto sul fronte è personalizzabile (contengono matitoni, basi per ombretti, basi per il viso, e i pennelli più usati).

7. Scatola decorata a mano: contiene tutti i miei rossetti rossi… sì, li tengo a parte perché sono veramente una maniaca! :)

Postazione trucco Beauty & Vanity

La tolettina ha un bel cassetto grande in cui tengo i pennelli (1), il panno in microfibra, dei fazzoletti, i cottonfioc e quattro contenitori in acrilico che ho trovato nel reparto cucina di Casa Crea.

2. Tutti gli eyeliner liquidi (stanno in fondo perché li uso veramente poco).

3. Le palette che uso più spesso (tra cui la Au Naturelle di Sleek).

4. Le mie ciprie.

5. Accessori e prodotti vari che non rientrano in altre categorie.

Postazione trucco Beauty & Vanity

Completa la mia postazione trucco il bellissimo Boby di B-line. Questo moderno mobile di design è stato regalo a mio padre per la laurea e adesso lui l’ha regalato a me!

Nella parte superiore tengo due valigette Sephora (1 e 2) che contengono rispettivamente i miei blush e i miei gloss. Quella a destra, invece, è una scatola in cartone decorata a mano che contiene tutti i miei rossetti non rossi (3).

Ci sono, poi, tre cassetti rotanti:
4. Ombretti in polvere libera.
5. Ombretti compatti.
6. Terre e illuminanti.

Postazione trucco Beauty & Vanity

Nella parte inferiore ci sono due scomparti:
1. Tutte le mie palette.
2. Tutti i miei smalti (la valigetta nera è Estée Lauder).

Postazione trucco Beauty & Vanity

Nella parte superiore il Boby ha anche due “buche” in cui tengo la piastra e il ferro per i capelli, e i prodotti per pulire i pennelli (1).

Nella parte destra, sul fianco, ha altri tre ripiani:
2. Tutti gli olii vegetali e qualche altro prodotto come solventi per unghie, acqua termale, ecc.
3. Portapennelli da viaggio,  altre palette, accessori trucco (spugnette).
4. Pochette viaggio e altri contenitori per il make-up.


E questo è tutto! :)


Spero che questo post possa essere di ispirazione per qualcuna di voi nella sistemazione dei cosmetici. Devo dire che io sono molto soddisfatta del risultato: è una postazione molto comoda, che mi consente di avere tutto a portata di mano e ben ordinato.


Se vi serve qualche altra informazione, non esitate a chiedere nei commenti! ;)

26 feb 2013 11 commenti Continua...
Riflessioni sul consumo consapevole

No more make-up

Non so se vi siete accorti dell’ondata di video sul consumo consapevole che ha travolto YouTube. Soltanto qualche settimana fa anch’io, all’oscuro di questo nuovo fermento, scrivevo un post molto critico nei confronti della GlossyBox e di quella che definisco “l’era dell’accumulazione”, e su Facebook dichiaravo a tutte le mie lettrici che avrei ridimensionato i miei acquisti di cosmetici.

 

Da qualche giorno ho scoperto e ascoltato con molto interesse i video di Lucie, di Cristina, di Camilla (2), di Emanuela (2), di Elena e di Valentina, e ho cominciato a lasciare centinaia di commenti per esprimere la mia opinione. Adesso ho deciso di raccogliere le idee e dedicare un intero post all’argomento.

Cominciamo dall'inizio.

 

YouTube nasce nel 2005 come un contenitore di video amatoriali. Poche e semplici regole dovevano essere rispettate per caricare e diffondere i propri video.
I primi problemi nascono con i video girati a scuola che inneggiano al bullismo contro i compagni più deboli o peggio contro quelli portatori di handicap. Scattano denunce, provvedimenti legislativi e nuove regole più ferree a tutela degli utenti.

 

Nel 2008 una ragazza italiana che studia come make-up artist a New York fa conoscere il mondo dei tutorial di trucco anche all’Italia. Fino ad allora, la community interessata al make-up era monopolizzata dalle ragazze anglosassoni e non esistevano tutorial in italiano.
La community italiana comincia ad allargarsi a vista d’occhio sia nel numero delle utenti che ogni giorno visualizzano i video tutorial, sia nel numero delle Youtuber che imbracciano una telecamera e insegnano a stendere l’ombretto e a realizzare uno smoky eyes. Il meccanismo che scatta è semplicissimo: il make-up è da sempre una delle grandi passioni delle donne e in questi video ragazze giovani e capaci insegnano ad altre ragazze come essere più carine e più curate grazie al trucco; una sorta di “club del trucco” in cui un gruppo di amiche si scambia consigli sulle mode del momento, sui prodotti più validi e sulle tecniche per realizzare un make-up da giorno o da sera.

Ovviamente in questi video tutorial si nominavano e usavano cosmetici veri, acquistati dalle Youtuber e mostrati a centinaia di persone. Chi non aveva mai sentito parlare della MAC, adesso non poteva fare a meno dello Shadestick mostrato da Clio, del Fix+ per bagnare l’ombretto e dei pennelli da trucco; chi prima si truccava usando le trousse Pupa e le spugnette in dotazione, adesso sognava una palette 88 colori per realizzare gli stessi look delle guru di YouTube.
Entravi in una profumeria (multimarca o peggio in uno store MAC) e i commessi sapevano già cosa avresti chiesto, perché prima di te erano entrate altre cento ragazze che desideravano acquistare i tuoi stessi prodotti.

Come non approfittare di un fenomeno di massa simile? In un periodo di crisi nera per il commercio, il mercato dei cosmetici non conosceva flessioni, anzi! Le aziende cosmetiche drizzano le antenne e cominciano a contattare le Youtuber più seguite; propongono collaborazioni, sponsorizzazioni e lauti regali. YouTube stesso si inventa un sistema di partnership che coinvolge i canali più visualizzati e con più iscrizioni, una sorta di Google Adsense: ti paghiamo per quanti click ricevono i tuoi video.

Questo meccanismo di interconnessione tra Youtuber, aziende cosmetiche e potenziali acquirenti si fa strada un po’ in sordina fino a coinvolgere a tappeto quasi tutta la community. Oltre ai tutorial, i canali si arricchiscono di recensioni di prodotti, concorsi a premi, giveaway (a culo!) in cui la maggior parte delle volte si parla di prodotti non direttamente acquistati da chi quel video lo sta girando, ma veri e propri regali-specchiettoperleallodole che fanno pubblicità (gratuita) a se stessi.

È il mondo dei balocchi, ma è anche un circolo vizioso: le Youtuber sono contente perché ottengono cosmetici gratuitamente, le utenti sono contente perché ricevono regali, le aziende cosmetiche sono contente perché i volumi di vendita triplicano e i costi per la pubblicità si dimezzano.
Nel frattempo le “make-up collection” crescono a dismisura e qualcuno comincia a sollevare qualche dubbio: ma tutte queste recensioni saranno oneste? Insomma, se io ricevo un prodotto gratis faccio una certa fatica a dire a tutte le mie iscritte che fa schifo, no? E se comincio a dire che niente è bello, utile e indispensabile le aziende non mi manderanno più nulla, le mie iscrizioni caleranno e la Youtuber del canale accanto diventerà ricca e famosa al posto mio!

 

Le critiche e i dubbi sull’onestà di certe recensioni diventano tali da rendere necessario un provvedimento: nasce il FTC disclaimer (a difesa dei soli consumatori americani, per altro). Un avviso da collocare nel box informazioni di ogni video in cui la Youtuber dichiara se è direttamente pagata dalle aziende produttrici dei prodotti che ha menzionato, se i prodotti sono stati acquistati da lei o inviatile in omaggio, se il video è sponsorizzato da un’azienda cosmetica e che, nonostante tutto questo, le sue opinioni rimangono oneste al 100%. Aria fritta in sostanza! Questo regolamento non serve certo a garantire l’onestà di una recensione, ma smaschera la debolezza del mezzo YouTube in difesa dell’utente. Se la pubblicità era prima appannaggio esclusivo della televisione, dei giornali e dei mass media, adesso anche YouTube entra a forza in questo mercato e necessita quindi di nuove regole. Si tratta di una pubblicità più subdola rispetto a quella televisiva: queste ragazze instaurano un rapporto di stima e quasi di amicizia con le loro iscritte, e grazie a questo rapporto di fiducia riescono ad avere una forza persuasiva mille volte maggiore rispetto a un qualsiasi spot pubblicitario.

Questo meccanismo rimane tutt’oggi incontrollato e ha generato negli anni una sindrome da shopping compulsivo collettivo ben riconoscibile da chiunque segua questa community. Le Youtuber sono migliaia, le collezioni di make-up sono patologicamente ingombranti e il limite agli acquisti non viene mai nemmeno menzionato. Tutto viene giustificato in nome di una passione, o viene mascherato sotto il cappello del lavoro da make-up artist.

La verità è che la passione è diventata collezionismo e il collezionismo è diventato mania. I cosmetici sono beni di consumo, hanno una data di scadenza, vanno a male e nascono per essere usati sul viso e sul corpo, collezionarli non ha molto senso. Avete mai conosciuto qualcuno (sano di mente) che collezioni mozzarelle, o caviale o panini? Per usare tutti quei cosmetici dovremmo essere mille donne diverse ogni giorno, e forse non basterebbe…

Eppure se qualcuno si permette di avanzare una critica a tale sfrenata accumulazione di roba, la risposta è “Coi miei soldi faccio ciò che voglio! Ognuno ha le proprie passioni!”.

Vi pongo un interrogativo: davvero non esiste un limite? Davvero è tutto giustificabile in nome della passione e della capienza economica?

 

La questione lavoro è un altro interessante capitolo. Quante guru di YouTube sono veramente make-up artist? Poche, pochissime, ve lo assicuro. Molte chiamano lavoro proprio quello che alcune utenti criticano, ovvero le collaborazioni con le aziende, girare video per quello e quell’altro, pubblicare libri da guru del make-up e rilasciare interviste. Nel frattempo ricevono container pieni di trucchi da parte delle aziende cosmetiche, che stipano in casa loro in decine di cassetti e cassettiere Ikea.

 

Da qui nasce la riflessione sul consumo consapevole. Le Youtuber volenti o nolenti generano un flusso di acquisti notevole, creano nelle utenti il desiderio prima sconosciuto di cosmetici sempre nuovi.  Può tutto questo rimanere fuori dalle norme che regolano gli altri mass media in riferimento alla pubblicità? Ci troviamo davanti a un fenomeno sociale nuovo, che nessuno fino a qualche anno fa si sarebbe mai potuto immaginare.

Non credo che YouTube nasca con un intento educativo e sono fermamente convinta che non si possa imporre alla Youtuber di essere modello per le sue iscritte. Però è importante saper riconoscere un fenomeno, chiamarlo con il giusto nome, dargli il peso che merita e magari far circolare una voce fuori dal coro che generi il ragionevole dubbio anche nelle menti più deboli e più difficili da tutelare, come le ragazzine e le bambine.

Secondo me è importante prendere le distanze dallo shopping compulsivo di massa e dall’era dell’accumulazione anche da parte di chi è appassionato di make-up. Riconoscere che dietro a quelle enormi quantità di trucchi ci sia un problema, il superamento di un limite razionale, a prescindere dalla forza della propria passione o dal proprio conto in banca.

 

Luca Mercalli in questo interessante video per il canale di Beppe Grillo dice:

Fermare la crescita vuol dire non avere questo dogma assoluto che il benessere sia fatto sempre e solo di un’aggiunta di qualche cosa, senza renderci conto che ci sono dei livelli minimi del benessere delle persone, che devono essere chiaramente raggiunti e corrispondono al soddisfacimento dei bisogni. I bisogni fondamentali dell’uomo ormai li conosciamo bene, e nei Paesi occidentali li abbiamo soddisfatti tutti. […] Ma più in là andiamo, più ci accorgiamo che l’elenco di questi bisogni fondamentali termina con poche decine di temi, il resto comincia sempre più a diventare un superfluo che – guarda caso – negli ultimi vent’anni è stato costruito su un immaginario televisivo-pubblicitario che corrisponde a più mezzi, più beni… capricci, direi, perché quando vediamo la nostra pubblicità inneggiare a modelli di vita dove il successo dell’uomo si misura con quanti cavalli ha nel motore, quanto è più grande la sua automobile, quante più stanze ha nella propria casa, quante case ha in più, quanti viaggi esotici riesce a fare… Insomma è un continuo stimolare la mente su oggetti e proposte di una vita al di fuori dei limiti. È proprio la pubblicità che ci dice “trasgredisci i limiti, non ci sono limiti nel mondo, più compri – e quindi più soldi devi avere – più potrai trasgredire questi limiti e avere una vita di successo”. Ma questa è una trappola mortale!

Il modello che offre Youtube è lo stesso, e l’equazione “quantità di trucchi = successo” è presto fatta. Le guru più seguite hanno case sommerse dai cosmetici, scrivono libri, lavorano per le aziende di make-up più famose, rilasciano interviste e sono oggetto di rubriche in televisione e sui magazine. Nell’epoca della “videocrazia” questo è il vero successo!

 

Anche i beauty blog, infatti, sono stati presi d’assalto dalle aziende cosmetiche, ma la forza delle parole scritte non è paragonabile a quella di un video.

Io, nel mio piccolo, non ho mai messo il mio blog a disposizione delle aziende cosmetiche, e detesto leggere cento recensioni tutte uguali che parlano dello stesso prodotto, della nuova linea di rossetti e del nuovo fighissimo evento milanese. Anch’io sono stata vittima dello shopping compulsivo, ma ho sempre saputo riconoscere un limite (oggi ancora di più) e mi sono sempre interrogata sui meccanismi subdoli e spesso poco trasparenti che stanno dietro a un video di YouTube.

Il problema, sia chiaro, non sono le collaborazioni con le aziende o le sponsorizzazioni; va bene tutto purché l’utente sia tutelato e debitamente informato. Non bisogna demonizzare nessuno, ma bisogna aprire gli occhi e pretendere di non essere considerati pedine passive nelle mani del marketing. Bisogna rendersi conto, a prescindere da YouTube e dalla community del make-up, che c’è un limite a tutto: che non serve avere trecento ombretti, trecento rossetti e trecento smalti. Bisogna riflettere sulle proprie azioni e avere il coraggio di ammettere che si è stati risucchiati dall’euforico shopping compulsivo di massa.

 

Infine, volevo sottolineare una strana coincidenza. Proprio quando le autorità garanti hanno deciso di mettere in atto un giro di vite sui giveaway e i concorsi a premi, è nato spontaneamente e dal basso un piccolo movimento che dietro alla riflessione sul consumo consapevole, nuovamente smaschera quei meccanismi poco trasparenti che sfuggono da qualsiasi regolamentazione.

 

Spero che questo stimolante dibattito/riflessione sul consumo responsabile renda più chiaro il peso che i cosmetici hanno nella vita di tutti noi (anche i più ricchi e i più appassionati), l’importanza del denaro e il nuovo ruolo che il mezzo YouTube si è ritagliato fra i mass media. Spero che il senso critico non muoia mai e che abbia sempre la forza di opporsi al pensiero egemone.

 

NB: voglio chiarire che esistono tantissimi canali YouTube che sono rimasti fedeli all’idea di un contenitore di video amatoriali. Ci sono tante youtuber che condividono la loro passione con le loro iscritte in modo autentico e genuino. Queste sono le youtuber che seguo con più piacere!

14 mar 2012 11 commenti Continua...
Il fenomeno GlossyBox

GlossyBox

GlossyBox (d’ora in poi GB) è un servizio in abbonamento che ti consente al costo di 14 € di ricevere ogni mese una scatola contenente 5 prodotti (mini taglie o full size) delle marche più prestigiose.
A me però non interessa spiegarvi cos’è la GB (anche perché sono sicura che lo sapete già), ma mi interessa parlare del fenomeno che ci sta alla base.

 

Dalla parte delle abbonate

A quale target si rivolge GB? Alla ragazza appassionata di make-up e cosmetici che segue le guru di YouTube, che legge le review e gli haul sui blog. A tutte quelle ragazze (e ragazzine) che guardando un video o leggendo un post, almeno una volta nella vita, hanno pensato «Com’è fortunata lei che riceve tutti questi bei prodottini gratis!». Certo, è bello ricevere un pacco regalo a casa, scartarlo col sorriso stampato sulla faccia, odorare e swatchare tutti i colori su mani e braccia, spalmarsi tutte di olio e crema, spennellare lo scotch con lo smalto… per poi scoprire, dopo i primi attimi di euforia, che quasi tutti quei regali sembrano regali, ma sono zavorre. L’ennessimo rossetto rosso o nude, l’ennesima matita verde, l’ennesima crema per il viso, l’ennesimo olio essenziale al quale adesso dovremo trovare un posto nella nostra (ormai stracolma) casa. Ma è proprio in quell’istante che scatta il meccanismo più utile alle aziende cosmetiche così come a GB, ovvero il fenomeno della “portata virale”. Mi spiego, io ricevo tanti bei prodottini nuovi che non userò per me perché ne ho già trecento dello stesso tipo, però posso parlarne in un video o in un post ed essere utile alle altre ragazze che hanno la mia stessa passione. Ovvero, faccio pubblicità gratuita. Quindi, non solo ricevo ogni mese un regalo (pagato) ma posso anche parlare di questi prodotti nuovi a tutte le ragazze che mi seguono! Al solo costo di 14 €!
La prima GB è una vera sorpresa: una scatola tanto carina, curata, decorata, infiocchettata e i prodotti non sono 5 ma 8, tutti nuovi, tutti belli, tutti miei! La seconda GB non è più tanto una sorpresa: la scatola è sempre la stessa, i prodotti sono 5, non sono poi così lussuosi e chissenefrega dell’olio per le cuticole! La terza non solo non è una sorpresa, è proprio una delusione. E giù un fiume di abbonamenti non rinnovati e un sacco di scazzottate sulla pagina Facebook di GB.


È qui che nascono le mie perplessità. Cosa si aspettavano davvero le abbonate? Di ricevere ogni mese una GB del valore di 40/50 € contenente mini taglie Chanel, Dior, Yves Saint Laurent, Armani? Questo potrebbe accadere una tantum, ma non certo ogni mese… al costo di 14 € poi! E allora continuo a chiedermi cosa te ne fai di 5 prodotti nuovi al mese che non hai scelto, che magari hai già? Perché se sei un’appassionata di make-up, il rischio di ricevere dei doppioni è abbastanza fondato.
Continuo a pensare che gli unici motivi siamo l’effetto sorpresa e la portata virale (più o meno inconsapevole). Infatti, lo stesso team GB alle lamentele delle abbonate su Facebook più volte ha risposto che loro puntano molto proprio sull’effetto sorpresa, sul piacere di ricevere a casa ogni mese un “regalo” recapitato dritto dritto da Babbo Natale in calze a rete.

Diciamocelo, queste GB contengono (come era prevedibile) prodotti che ognuna di noi una volta al mese potrebbe decidere di acquistare senza pensarci troppo su. Chi può permettersi 14 € al mese, può permettersi una crema Aquolina (magari della profumazione che gradisce e non quella rimasta in esubero nei magazzini dell’azienda), una matita Neve Makeup o uno smalto Layla. Ricevere una GlossyBox potrebbe essere divertente una volta, forse due, ma certo non ogni mese.

Dalla parte di GlossyBox

Che vantaggio c’è per chi ha inventato la GB? Il guadagno sta nei grandi numeri. Qualsiasi analista del mercato, anche il più incapace e ignorante in materia di cosmetici, può facilmente accorgersi delle enormi potenzialità della Rete. YouTube e i Beauty Blog sono fonti inesauribili di pubblicità gratuita, di passaparola tra appassionate. Quelli di GB hanno pensato bene, allora, di mandare gratuitamente a scopo promozionale le scatole magiche a tutte le guru del make-up, e queste con i loro video e i loro post gli hanno fatto pubblicità. Tanto il loro target era quello (ricordate?): ragazze appassionate di cosmetici che si informano costantemente su YouTube e sui Beauty Blog. GB offre anche a loro il sogno di ricevere un “regalo” dalle aziende di cosmetici, una scatola che ti fa sentire per qualche minuto una vera guru del make-up. Migliaia di abbonamenti, fanciulle entusiaste, decine di review tutte uguali e decide di swatches tutti inutili. Quelle stesse ragazze con le loro recensioni aumenteranno la portata virale della GB e faranno contente le aziende partner facendo pubblicità (gratuita ovviamente) ai loro prodotti.

Il calo di abbonamenti dopo qualche mese è fisiologico, il fattore sorpresa si accompagna anche al fattore novità: tutti ne parlano, tutti la vogliono, tutti la comprano. Ma dopo qualche mese cominciano a sentirsi le prime voci stonate, le prime critiche (non proprio costruttive) e i primi abbonamenti non vengono rinnovati. Poco male perché il principio sul quale la GB si fonda rimane sempre valido: il mese prossimo potrebbe andare meglio, chissà.

Dalla mia parte

Io non sono un’abbonata GB né l’ho mai ricevuta in omaggio. Ho però visto tanti (troppi) video o ho letto altrettanti post in cui si parlava della GB e un’idea me la sono fatta. La mia idea non è mai cambiata mese dopo mese, GB dopo GB. Per me è una cosa inutile. Lo dico chiaramente. Trovo davvero inutile ricevere ogni mese 5 prodotti che non ho scelto, che al 50% delle probabilità non mi serviranno o non avrei mai acquistato, per giunta in formano mini. Se voglio provare una crema chiedo un campioncino in negozio, se voglio provare un ombretto uso il tester, ecc. Non ho bisogno di acquistare dei prodotti per provarli.
Io, poi, sono addirittura contraria alla distribuzione ingiustificata di campioncini. Spesso alla cassa delle profumerie li rifiuto. Non credo di essere la sola ad avere sacchetti pieni di creme e profumini che non proverò mai perché non me ne frega niente. Sarebbe utile, invece, ricevere campioncini di fondotinta se è quello il prodotto che devo scegliere e testare. Da Sephora funziona più o meno così.
Se mi abbonassi a GB mi ritroverei con il sacchetto dei campioncini ancora più pieno, con 5 prodotti al mese inutili (anche se di lusso) perché non scelti al momento del bisogno o al momento del capriccio. Il principio dovrebbe essere comprare per piacere e non comprare per accumulare. Ma questo forse non è il tempo giusto per affermarlo.

29 feb 2012 2 commenti Continua...
Beauty & Vanity sul web

24 mag 2010 0 commenti Continua...
Estrazione Concorso Blogger!

E' arrivato il momento di estrarre a sorte il fortunato vincitore del Concorso Blogger !

I commenti al post sono 92.

Questo è il numero estratto attraverso Random.org : 61!

Estrazione random.org

Controllo nel mio file Excel quale commento corrisponda al numero 61...

Estrazione concorso blogger

La vincitrice è SARA!!
(http://www.blogger.com/profile/02665576368533207195)

Estrazione concorso blogger

Sara, aspetto tue notizie perché io non ho modo di contattarti.

Mandami un'email a beautyandvanity@libero.it con il tuo nome completo e il tuo indirizzo.

Grazie a tutti per aver partecipato!

N.B.: Se Sara non dovesse farsi viva, sarò costretta a fare un'altra estrazione!

6 apr 2010 0 commenti Continua...
Mascara Diorshow Extase

Diorshow Extase mascara

Vi presento il nuovo mascara Diorshow Extase.
Mascara volume oversize effetto immediato.

Il connubio unico di un applicatore dal design Couture esclusivo e di una formula rivoluzionaria dall'effetto "flash plumping" inedito. Fin dalla prima applicazione: l'estasi di ciglia straordinariamente folte, modellate, come trasformate.
Innovazione Dior: una formula rivoluzionaria che avvolge completamente ogni ciglia, per un volume oversize immediato.
Arricchita da Polveri Metamorfosi e da Pigmenti di Perle Nere, è stata specificatamente concepita per donare un'incredibile volume alle ciglia e una intensità profonda allo sguardo.
Dior per la prima volta integra nella formula un principio attivo di trattamento, per ciglia più morbide e lucenti, visibilmente più belle.
Ispirato al taglio a volant tanto caro alla Maison Dior per creare abiti dal volume spettacolare, l'esclusivo applicatore di Diorshow Extase associa due tipi di fibre che pettinano e avvolgono completamente ogni ciglia in un solo gesto, per un volume oversize immediato.
Diorshow Extase veste lo sguardo del volume più estremo.

Ho ricevuto questo sample (4 ml) direttamente dalla Dior.

Diorshow Extase mascara

Diorshow Extase mascara

Indovinate un po' cosa farò con questo mascara?

29 mar 2010 0 commenti Continua...
My make-up storage

Chiunque abbia come me la passione per i cosmetici, sa com'è difficile tenerli in ordine. Lo spazio sembra non bastare mai, e qualsiasi contenitore si compri finisce per riempirsi in pochi giorni.

Poco più di un anno fa non mi ero mai posta il problema, ma da qualche mese il numero di prodotti da conservare era diventato troppo grande per non prendere in considerazione l'acquisto di nuovi e capienti contenitori.
Questa, per ora, è la sistemazione dei miei trucchi.

Mensola grande in bagno - contiene:
  • 2 piccole cassettiere in legno (2 cassetti ciascuna) comprate da Brico Center e verniciate di azzurro da mio padre
  • Valigetta Sephora in plastica trasparente con chiusura metallica
  • Trousse Deborah Life

La cassettiera in legno contiene: rossetti, pigmenti, glitter, bronzer, blush, eyeliner, ciglia finte, basi occhi

 
La valigetta Sephora (10 €) - contiene: ombretti in polvere compatta e in crema.

 Mensola piccola sopra il lavabo - contiene:
  • Contenitore in legno a due scomparti
  • 2 vasetti contenitori per pennelli 
  • roba sparsa (creme idratanti, cipria, blush, correttore...)

Il contenitore in legno a due scomparti contiene: matite occhi, matite labbra, matitoni, mascara, pinzetta, forbici, mini pennello cipria.

I due vasetti contenitori per pennelli contengono: uno solo pennelli per occhi, l'altro solo pennelli per il viso.

Ho anche una valigetta in plastica fuxia comprata (5 €) da Brico Center, che contiene i prodotti che uso meno di frequente e la custodia dei pennelli.
 

Gli smalti, le trousse (Pupa) e le varie palette (E.L.F., Nyx, Estee Lauder) sono posizionati sulla libreria del corridoio.

Infine, un vaso di terracotta contiene: tutti i miei lipgloss!


Spero che questo post possa esservi utile e possa magari farvi nascere una nuova idea su come e dove conservare tutti i vostri prodotti di make-up!

21 gen 2010 0 commenti Continua...
Babbo Natale newyorkese porta Illamasqua, Opi e Anna Sui!

I miei regali newyorkesi sono arrivati! Cristina, la fidata aiutante di Babbo Natale, mi ha portato dei regali bellissimi!
Ve li mostro...
Pacchetto Sephora

Illamasqua: Matt Primer, Intense Lipgloss in Temper, Nail Varnish in Rampage
Anna Sui Mini Rouge (400)

Anna Sui Mini Rouge (400)

Se non conoscete Anna Sui andate a vedere il suo bellissimo sito http://www.annasui.com/.
Sono proprio fortunata ad avere un'amica aiutante di Babbo Natale newyorkese!

12 gen 2010 1 commenti Continua...
Saldi Saldi Saldi


Periodo di saldi = shopping! Nel periodo natalizio non avevo fatto nessun acquisto di cosmetica, ero in crisi di astinenza :P
Ma dopo aver visto il video di makeupaholic83 sui saldi di Sephora, non ho resistito alla tentazione.
Sono andata da Sephora di via Maqueda a Palermo. Ho fatto un primo giro esplorativo e ho visto il solito stand con i soliti prodotti in sconto vecchi, mezzi rotti e impolverati. Allora ho fermato la prima commessa libera e le ho chiesto se quelli fossero gli unici prodotti in sconto. E lei mi ha risposto di sì. Solo dopo mia pressante insistenza ho scoperto che in realtà erano in sconto anche 4 pennelli della linea Platinum (quella i cui pennelli hanno il manico argentato e un prezzo proibitivo): il 41, 42 e 47 erano a 15 €, il 43 invece a 10 €.
Dopo i primi minuti di rabbia, visto che nel resto d'Italia i prodotti in sconto sono molti di più, ho deciso di accaparrarmi il bellissimo n. 41 Round Powder (il cui prezzo intero è 44,90 €... follie!) a soli 15 €!! Woooow!!!


Inutile dirvi che è morbidissimo, grande, soffice... insomma di altissima qualità!
Se andate da Sephora, IMPONETEVI. Non ha senso fare delle promozioni e non pubblicizzarle. In negozio non esiste nessun cartello, slogan, cartoncino che indichi lo sconto sui pennelli. Quindi, sfacciatevi e chiedete!

Poi, presa dall'onda dello shopping, ho preso anche (non in sconto) il Revlon Top Coat da Limoni (11,20 €) e un bellissimo cerchietto nero con un una rosa laterale (15 €) in un negozietto di via Principe di Belmonte.
[Claim token S23FYCX586RQ]

6 gen 2010 9 commenti Continua...
* Happy new year look! *

Buon giorno e buon anno a tutti!

Vi siete divertiti la sera di capodanno?
Donne, vi siete sbizzarrite in trucchi super-glam?

Per i più curiosi, ecco il mio look capodannesco 2009-2010!
Happy new year look 2009-2010
Tutte le altre foto le trovate nella pagina Facebook di Beauty & Vanity!

2 gen 2010 0 commenti Continua...
Concorso natalizio! E.L.F.! - CHIUSO!

Chi può partecipare:
Solo gli utenti italiani.

Come partecipare:
Premi:
1. Studio Complexion Brush
2. Studio Powder Brush
3. Studio Contour Brush
4. Studio Eye Primer & Sealer
5. Mineral Lipstick in Ripe Rose
6. Mineral Lipstick in Nicely Nude
Premi elf concorso

Naturalmente i prodotti sono tutti originali, nuovi, confezionati e mai usati.

Termini del concorso:
Il concorso si apre oggi 20/12/2009 e si chiuderà il 6/01/2010 alle 24.00.
Ogni Fan potrà lasciare un solo commento, pena l'esclusione dall'estrazione.
Il vincitore verrà estratto a sorte fra tutti i commenti lasciati sotto alla nota "Concorso natalizio! E.L.F.!" su Facebook, attravero il sito random.org.
Il premio verrà spedito a mezzo posta raccomandata solamente entro il territorio italiano.
Per qualsiasi dubbio o chiarimento potete contattarmi al mio indirizzo email glimrt@libero.it.

Buona fortuna e BUON NATALE!!

buon natale

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